Tangram Festival 2016 – 8/13 agosto: il programma completo

Il programma completo della sesta edizione!

Si apre alle 18.00 di lunedì 8 agosto la sesta edizione del Tangram Festival. Il primo appuntamento in programma è l'inaugurazione della mostra fotografica “The last days of Idomeni” di Claudia Pajewski. il racconto fotografico dello sgombero di uno dei campi profughi più grandi d'Europa. Claudia Pajewski, fotogiornalista indipendente, vive e lavora tra Roma e L’Aquila, sua città d’origine. La sua ricerca fotografica si concentra sui temi dell'identità di genere, delle trasformazioni sociali e urbane, del teatro di ricerca. Il 24 maggio si trovava in Grecia, proprio mentre la polizia cacciava migliaia di migranti dal campo di Idomeni. Ha scelto di raccontare quelle giornate, prima e dopo lo sgombero, usando la sua macchina fotografica. 

La mostra può essere visitata tutti i pomeriggi dal 9 al 13 agosto, dalle 17.00 alle 20.00, il giovedì fino alle 24. L'esposizione si trova al Centro Culturale San Rocco, in Piazza del Popolo, sotto le logge. Dopo l'inaugurazione ci sarà un breve rinfresco offerto da 180gradi. Giovedì 11 agosto sempre al Centro S. Rocco parliamo di quanto accaduto a Idomeni insieme a Tommaso Gandini, attivista della campagna #overthefortress. Il lavoro della campagna #overthefortress è documentato da Meltingpot, mentre sul sito della rivista Internazionale un articolo di Annalisa Camilli intervista proprio Tommaso Gandini su quanto stava avvenendo a fine maggio in Grecia. 

Venerdì 12 agosto dalle 18.00 c'è il primo momento musicale di questa sesta edizione con l'AperiTangram: al cortile Don Ricci, l'ex Teatro Romano di Fermo, un pomeriggio elettronico con due talentuosi progetti di sperimentazione musicale: IVY e Inude.

IVY è un duo nato dal connubio dei due archetipi antitetici di Federica e Manuele. Dopo la vittoria alla prima edizione de Il Mangiadischi - unheard music contest nel 2013 (premiata con la pubblicazione dell'EP 'Rubik') e alcune date in tutta Italia, il duo sta lavorando al proprio album di debutto. Al cortile Don Ricci verranno presentati in anteprima alcuni nuovi brani.

Il duo elettro-soul Inude è una delle grandi promesse per la musica elettronica italiana. A Fermo presentano il loro EP 'Love Is In The Eyes Of Animals' prodotto da Jo Ferlinga deglia Aucan, che sta regalando ai due ragazzi pugliesi un lungo tour curato da Wero Eventi ed è disco della settimana su Rockit.it (qui la recensione).

Dopo i live, gli stand gastronomici del Don Ricci rimangono aperti per la cena (pasta, cous-cous, panini, patatine fritte, dolci e altro ancora), (mentre) in serata non sono previste attività per la concomitanza in Piazza del Popolo con la tratta dei Barberi della Cavalcata dell'Assunta.

foto di Claudia Pajewski
Sabato 13 agosto è la serata conclusiva della sesta edizione del Tangram Festival. Apertura stand per la cena alle 19.30. A partire dalle 21.00 si alternano sul palco del cortile Don Ricci: Lightpole, Giorgieness, Francesco Motta e il dj set del Garrincha Soundsystem.

I Lightpole sono un gruppo rock psichedelico dell'entroterra marchigiano. Coraggiosi, coinvolgenti e ibridi, hanno pubblicato il loro primo EP omonimo lo scorso anno, per poi virare - senza snaturarsi - verso l'elettronica con 'Besides Order' (2016).

Giorgieness è una rock band come poche se ne trovano in giro di questi tempi. Alternando urla e sussurri, la voce di Giorgie sta conquistando critica e pubblico in tutta la penisola. Il suo album d'esordio 'Lagiusta distanza' pubblicato per la Woodworm Label è stato molto apprezzato dalla critica.



Commentando 'La giusta distanza', Francesca Amati scrive su Indie-Roccia: 

Semplice, diretta, potente: le sue liriche sono come un’onda, raggiungono dirette e trascinano, emozionano. Può succedere che si diventi gelosi delle proprie scoperte musicali, si vorrebbero tenere segrete in un cassetto, tutte per sé. Ma Giorgieness non è un progetto che può restare in uno spazio stretto. Ha bisogno di palchi larghi, di folla che canta all’unisono a braccia alzate, di sudore e salti. Perché è in questa dimensione che vorresti ascoltarli. Le cuffie sono troppo strette per Giorgieness.”

Fortemente ispirato dai Tinariwen e prodotto da Riccardo Sinigallia 'La fine dei vent'anni' (Woodworm Label, 2016) è l'esordio solista dell'ex Criminal Jokers Francesco Motta, che si può ascoltare quiLa foto di copertina dell'album è proprio di Claudia Pajewski, che espone dall'8 al 13 agosto al Centro S. Rocco la mostra fotografica 'The last day of Idomeni'.

Il Garrincha Soundsystem è un movimento eterogeneo e dinamico, composto di volta in volta da persone diverse, ma tutte ovviamente della famiglia Garrincha Dischi, ovvero nostri grandi amici. Sabato 13 agosto ci sarà Carota de Lo Stato Sociale insieme ai KEATON a farci ballare e saltare per l'afterparty della sesta edizione del Tangram Festival.

Per curiosità e altre informazioni su Point and Comma Music c'è un'intervista allo staff del Tangram Festival.




Di seguito il programma completo:

lunedì 8 agosto @ Centro Culturale S. Rocco (Piazza del Popolo)

h. 18.00 inaugurazione mostra fotografica
"The last days of Idomeni"
di Claudia Pajewski


orari di apertura della mostra:
lun 18.00 – 20.00;
mar, mer 17.00 – 20.00; 

gio 17.00 – 24.00;
ven, sab 17.00 – 20.00


giovedì 11 agosto @ Centro Culturale S. Rocco (Piazza del Popolo)
h. 18.00 incontro con Tommaso Gandini
della campagna #overthefortress

venerdì 12 agosto @ cortile Don Ricci
h.18.00 aperiTangram: spritz e musica live con
IVY
Inude

sabato 13 agosto @ cortile Don Ricci
h. 19.30 apertura stand gastronomici per la cena
h. 21.00 musica live con
Lightpole
Giorgieness
Francesco Motta
h. 00.30 aftershow
Garrincha Soundsystem dj set

Tutte le iniziative sono a ingresso libero, l'intero ricavato del festival va a finanziare i progetti di approvvigionamento idrico in Etiopia a cura del CVM – Comunità Volontari per il Mondo, ONG marchigiana attiva da più di trent'anni nel corno d'Africa. La sesta edizione del Tangram Festival viene realizzata grazie al sostegno di CVM - Comunità Volontari per il Mondo, Coop Alleanza 3.0, CSV Marche, Centro Culturale San Rocco, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con il patrocinio del Comune di Fermo.

AGGIORNAMENTO DEL 10/11: il concerto degli Inude è stato annullato. L'aperiTangram di venerdì 12 agosto è confermato con IVY e Urali in line-up (qui info maggiori). Ci scusiamo per lo scarso preavviso.

Per info e contatti

Tangram Festival 2016 - preparatevi a ballare!

La programmazione musicale per la sesta edizione del Tangram Festival

In attesa del calendario definitivo degli incontri, annunciamo i nomi dei musicisti ospiti del Tangram Festival 2016. Avevamo già avvertito degli headliner, ecco finalmente di seguito la programmazione musicale completa!

Il pomeriggio di venerdì 12 agosto è dedicato all'elettronica: aperitivo, spritz e bella musica. Ovvero aperiTangram. Alle 18.00 sale sul palco del cortile Don Ricci di Fermo il progetto IVY (Federica Ferracuti e Manuele Marani), vincitore della prima edizione del contest 'Il Mangiadischi' organizzato nel 2013 da Nufabric. Sentiremo per la prima volta alcuni brani del disco nuovo a cui Fede e Manu stanno lavorando.



Le sperimentazioni sonore di IVY anticipano l'headline del venerdì, ovvero il duo salentino Inude per la prima volta a Fermo con l'EP 'Love Is In The Eyes Of Animals' pubblicato a maggio via Panorama Musique Records. Durante e dopo il concerto sono aperti presso il cortile del Teatro Romano gli stand per aperitivo e cena. Non sono previste attività in serata per non sovrapporsi con gli eventi legati alla Cavalcata dell'Assunta in piazza del Popolo, in particolare la tratta dei Barberi.

Sabato 13 agosto abbiamo invece tre band e un dj set d'eccezione. Dopo l'apertura degli stand gastronomici, prevista per le 19.30, apre la serata il gruppo di rock psichedelico Lightpole, composto da musicisti dell'entroterra fermano e maceratese. 


Viene poi un momento che aspettiamo tantissimo, una combo su cui puntiamo molto, che mette insieme le due etichette con cui più abbiamo collaborato in questi anni di Tangram Festival: Woodworm Label e Garrincha Dischi. La Woodworm schiera Giorgieness, la promettente rock-band trainata da Giorgie D'Eraclea, insieme a Francesco Motta
ex batterista e voce dei Criminal Jokers che presenta al pubblico di Fermo il suo primo album da solista intitolato 'La Fine dei Vent'Anni' prodotto da Riccardo Sinigallia. In scaletta anche qualche brano dal repertorio dei Criminal Jokers, che consigliamo di ripassare. L'aftershow è all'insegna della balotta bolognese con la rotazione musicale del Garrincha Soundsystem, una formazione speciale con il ritorno sul palco del Don Ricci di Carota de Lo Stato Sociale (come questa volta qui).


Ecco quindi la programmazione musicale completa:

ven 12 agosto // h. 18  
Ivy
Inude

sab 13 agosto // h. 21 
Lightpole
Giorgieness
Francesco Motta
Garrincha Soundsystem dj set

Tutti gli eventi del Tangram Festival 2016 sono a ingresso libero.

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Tangram Festival 2016 - 8/13 agosto: ecco i primi nomi

Inude e Francesco Motta sono gli headliner del Tangram Festival

Si svolge dall'8 al 13 agosto 2016 la sesta edizione del Tangram Festival, l'evento che dal 2011 il Tief organizza per finanziare i progetti di approvvigionamento idrico in Etiopia a cura del CVM. Luogo centrale del festival è anche quest'anno il cortile Don Ricci, nella cornice del Teatro Romano di Fermo - a pochi passi sia dal Girfalco che da Piazza del Popolo.

Un cambio di data obbligato e la conversione di una delle due serate a aperitivo per evitare la sovrapposizione con altri eventi della città, ci rinnovano la sfida individuale e associativa che ogni anno il Tangram ci pone, escludendo il rischio di ripeterci uguali a noi stessi, edizione dopo edizione.

In attesa del programma completo del festival, abbiamo già le prime certezze:


Venerdì 12 agosto il cortile Don Ricci ospita un aperitivo musicale nel tardo pomeriggio. A salire sul palco, preceduti da una formazione locale, sono il duo elettro-soul salentino Inude per presentare il loro EP 'Love Is In The Eyes Of Animals' (Panorama Musique Records, 2016). Influenzati dalle sonorità di James Blake e  aiutati in sede di produzione del disco da Jo Ferlinga degli Aucan, il live set degli Inude ha tutte le carte in regola per stupire. Il tour estivo che li vede impegnati in tutta la penisola così come in festival rinomati (dall'Home di Treviso alla già avvenuta partecipazione allo Spring Attitude di Roma) ne dovrebbe essere la conferma.


L'headliner per la serata di sabato 13 giugno è uno dei migliori talenti musicali in circolazione, nonché tra le migliori sorprese dell'anno. Dopo due dischi con i Criminal Jokers e diverse esperienze sempre in ambito musicale, da tecnico del suono a compositore di colonne sonore, Francesco Motta si inventa solista e pubblica per la Woodworm il disco 'La fine dei vent'anni'. Una rivelazione in costante crescita, tant'è che dopo pochi mesi dall'uscita dell'album Francesco Motta firma per la Sugar Music, l'etichetta discografica di Caterina Caselli. Forte della produzione di Riccardo Sinigallia (il migliore songwriter pop italiano?), amante del cinema e di Roma - dove risiede da qualche anno - Francesco Motta è un artista da conoscere e il suo concerto uno di quelli da non perdere.


Ringraziamo Wero Eventi e Locusta Booking per la collaborazione.

A presto il programma completo con i nomi degli altri ospiti.

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Incontri. Foto e video dal workshop/live di Stregoni

Un weekend di musica contro muri e frontiere (Porto S. Giorgio, 4-5 giugno 2016).

"Un giorno a Lampedusa ci faranno un museo. Come in America c’è Ellis Island, quando questi sbarchi finiranno, a Lampedusa verranno i figli, i nipoti di questa gente, a cercare negli archivi le impronte digitali, la fototessera dei padri e dei nonni. Qui si sta facendo la storia, ma non si coglie la gravità di quello che sta accadendo."
(Gabriele del Grande)


Partiamo dalle parole di Gabriele Del Grande, autore del blog Fortress Europe e co-regista di IO STO CON LA SPOSA per parlare di Gianluca e Marco, cioè di Stregoni. Stregoni è un progetto magico, il tentativo di un racconto/incontro sonoro che possa catturare un pezzo dell'Europa contemporanea, nel pieno di una grave crisi umanitaria. Non ha senso infatti parlare di emergenza, però il termine crisi descrive certamente una situazione delicata, in bilico fra dolore e opportunità così come Stregoni è in bilico fra racconto ed incontro. Forse è l'incontro, sia umano che musicale (ed è difficile definire quale avvenga prima) ad avere la meglio sul racconto. Che di racconti ne abbiamo già molti e di alcuni potremmo addirittura fare a meno. Abbiamo invece una forte necessità di incontri autentici e organizzare un workshop/live di Stregoni ne è stata la conferma. Per questo abbiamo parlato di cambio di prospettiva, avvicinandoci alla due giorni di musica contro muri e frontiere.

Poi lo scarto è avvenuto, la magia annunciata si è manifestata davvero, pur nella sua contingenza di un weekend contraddistinto da due cambi location per maltempo e qualche imprevisto difficile da gestire. Partendo dal cellulare di uno dei presenti, Marco e Gianluca hanno costruito un live durato più di un'ora, con molti interventi e un finale fantastico, grazie alle ragazze e ai ragazzi del progetto Sprar "NUOVI INIZI" e a chi si è improvvisato musicista o cantante per qualche minuto. Si è creata esattamente l'atmosfera di festa che volevamo creare, perché una festa è stata. E di motivi per festeggiare ne abbiamo



È stato bellissimo, ci sembrano quindi doverosi alcuni ringraziamenti:
grazie allo Chalet Marakaibo, perché speriamo di proporgli qualcos'altro e stare sulla spiaggia a bere spritz per ore e ore e ore con della bella musica;
grazie alla Comunità Volontari Mondo perché ci hanno offerto tutti i piani B disponibili, che è una cosa importantissima, avere un piano B;
grazie ai ragazzi e agli operatori del Progetto Sprar Fermo e alla Nuova Ricerca Agenzia Res per l'entusiasmo e la disponibilità;
grazie al Music Shop di Fermo, a Roberto e a Nufabric per le percussioni e il materiale audio-tecnico; grazie a Rut, perché sono anni che noi continuiamo a sbagliare, mentre lui non perde mai un colpo ed è sempre nel posto giusto al momento giusto;
grazie a Eddy, Monte e Mimmo per foto (qui l'album) e video;
grazie a Buba, perché ha un cuore grande così;
grazie a Racci, vincitore ad honorem di tutta la giornata di domenica;
grazie a Edo aka H On Bangalore, perché siamo sicuri che troveremo presto altri momenti per ascoltare le prodezze musicali di cui è capace;
infine grazie agli Stregoni Gianluca/Johnny Mox e Marco/ABOVEtheTREE perché ci hanno dato l'opportunità per fare quello che vogliamo fare, dimostrando talento, generosità, pazienza, spirito d'adattamento e una invidiabile capacità di gestire gli imprevisti.
Quindi grazie anche a Pentagon Booking.

A presto,
Tief - Terra Impegno e Futuro

Info e contatti: tief@hotmail.it

foto di Edoardo Conforti
video di Andrea Monterubbianesi



Stregoni a Fermo, 4/5 giugno 2016. Due giorni di musica contro muri e frontiere.

Il progetto Stregoni (Above The Tree + Johnny Mox) fa tappa a Fermo.

Stregoni è il tentativo di comprendere attraverso il linguaggio sonoro quello che sta accadendo dentro e fuori dai confini di un continente segnato dalla più grande crisi politica dalla nascita dell'Unione.” 

Si descrivono così Above The Tree e Johnny Mox, i due
stregoni che stanno portando in giro per i centri d'accoglienza di tutta Italia il loro laboratorio musicale rivolto ai migranti. Il progetto si propone di suonare con e non per i ragazzi ospiti delle strutture: infatti sul palco assieme a Mox e Above The Tree ci saranno di volta in volta musicisti di ogni estrazione e provenienza in un vero e proprio laboratorio-live di Stregoneria.



Sabato 4 e domenica 5 giugno i titolari di due tra le proposte più innovative visionarie in circolazione, il chitarrista marchigiano Marco Bernacchia (Above The Tree) e Gianluca Taraborelli (Johnny Mox) di Trento saranno a Fermo per proporre il proprio workshop ai ragazzi del progetto Sprar “NUOVI INIZI” coordinato dalla cooperativa Nuova Ricerca Agenzia Res.




Il laboratorio si svolge al Nufabric Basement, lo studio di registrazione di Nufabric – Ingegneria Creativa mentre la due giorni si conclude domenica pomeriggio allo Chalet Marakaibo di Porto S. Giorgio (Lungomare Gramsci Nord) con il concerto live alle 18.30, seguito dalla selezione musicale afro-elettro di H On Bangalore (Edo Grisogani, già Tetuan e drum ensemble du beat).



Il progetto Stregoni ha già toccato più volte Trento, da cui è partito il tutto, poi Latina, Arezzo, Osimo. Per entrare nella dimensione di Stregoni, riportiamo le parole di Johnny Mox durante un'intervista (da leggere!) su SentireAscoltare:

Piuttosto che fare alla maniera del cantautore vecchia scuola, che fa una canzone sui migranti che sbarcano a Lampedusa, la nostra idea era di riportare l’azione musicale e il presente all’interno del nostro progetto. Andiamo a cercare uno scambio con queste persone perché vogliamo venirci incontro, mettere il naso in questa Europa diversa, in trasformazione. Io vivo di fronte al centro a Trento, vedo i migranti. Se l’occasione è quella standard, con le istituzioni che ce li mostrano come se fossero in gabbia, non si capisce la misura del tutto. Il terreno che abbiamo preparato è fatto apposta per funzionare come una specie di cerchio magico di scambio e interazione alla pari, e quando vedi la performance finale c’è un momento in cui hai ben chiaro, sia sul palco che sotto, che la cosa sta funzionando su un piano che non è più culturale, né politico o sociale, ma musicale. Anche se sembra la barzelletta del secolo, la musica è veramente il linguaggio universale.”

un frame dal primo laboratorio a Trento
Come Tief vorremmo con questa iniziativa superare quel circuito utile, di cui certamente abbiamo usufruito, ma che spesso rischia di diventare auto-consolatorio e auto-referenziale: ci riferiamo soprattutto a quei mezzi e quelle modalità che vanno dai convegni alle serate di solidarietà manifestata (ma quasi mai praticata), passando per articoli di giornale, dichiarazioni, conferenze, documentari, a volte anche manifestazioni. Tutte queste cose se non mirano in qualche modo ad un incontro, un incontro autentico, possibilmente anti-retorico, si corre il rischio di farle diventare un limite piuttosto che un'opportunità. Se invece consideriamo i convegni, gli incontri, i documentari, gli aperitivi, i rinfreschi, le conferenze e tutto il contorno istituzionale socialmente impegnato tappe diverse di un percorso, Stregoni è certamente il passaggio necessario ad un livello più profondo, un rovesciamento di prospettiva autocritico, senza il quale rimarremmo immobili nella nostra ben nascosta indifferenza.

Segnaliamo qui il video di presentazione del progetto Stregoni avvenuta lo scorso gennaio al Better Days Festival 2016 di Milano: 


L'appuntamento è domenica 5 giugno alle 18.30, chalet Marakaibo (qui l'evento fb)

“Away with walls, away with borders, no one is illegal”

Per info e contatti: tief@hotmail.it

AGGIORNAMENTO del 3/06: per indisponibilità dell'ultimo momento, il laboratorio previsto per il pomeriggio di sabato presso lo studio di registrazione Nufabric si terrà nella sede dell'associazione Tief, in via delle Regioni 6, Porto San Giorgio.

AGGIORNAMENTO del 5/06: causa maltempo, anche il live di Stregoni e l'aperitivo previsti per domenica 5 giugno si terranno presso la sede dell'associazione Tief, in via delle Regioni 6, Porto San Giorgio. Orario confermato, dalle 18.00 in poi.

Fuocoammare, l'obbiettivo su Lampedusa

Fuocoammare di G. Rosi (Italia, 2016 - 107')

Chiunque si trovasse mercoledì sera nel gremito Cinema Arlecchino di Monte Urano ha assistito all'ennesima testimonianza di come in un territorio così piccolo scorra ancora forte un sentimento di azione e impegno politico. Se ciò è possibile è grazie a chi (come Tief, CVM e simili realtà) ogni giorno dedica le proprie energie per diffondere un messaggio vero e sensibile, che oltrepassi la rete della disinformazione e dell’ignoranza, mirando alla sensibilità di chi resiste e manifesta ancora un’intensa traccia di umanità.
Senza alcuna competenza cinematografica, o tanto meno la presunzione di voler rivelare cosa ci sia davvero dietro questo film, accennerò qualche spunto di riflessione.
Innanzitutto, Fuocoammare non vuole essere soltanto un pretenzioso film sui migranti (chi si aspetta 107 minuti di racconto straziante potrebbe rimanere fortemente deluso), ma è chiaramente percepibile l'intento di Gianfranco Rosi di voler creare dall'inizio alla fine due rette così vicine, e allo stesso tempo parallele, che descrivono una Lampedusa divisa in due, tra semplicità e dramma.

C’è la Lampedusa dei piccoli gesti: il giovane Samuele che innocente trascorre le giornate con la fionda a spasso per l’isola (nessuna traccia della tecnologia, per scelta di Rosi o forse no, che ritrae una “genuina” vita di famiglia, apparentemente lontanissima), l'anziana nelle faccende casalinghe al quale fa da cornice la trasmissione radiofonica locale e la notizia degli ennesimi morti in quel “loro” mare, la vita di una città di pescatori, e tanti altri frammenti molto intensi.

Samuele
E poi c'è la Lampedusa della disperazione, delle navi della marina, degli occhi lucidi dalle lacrime, delle coperte strette tra le mani, dei pensieri nascosti dai calci al pallone, dell'estrema energia e vitalità emanate dal coro gospel nel raccontare il viaggio della speranza.

Ci troviamo in 20 km², e sembra che le vicende siano lontanissime l'una dall'altra. Poche le occasioni in cui si lascia trasparire un qualche collegamento. Una, la scena nel quale i bambini giocano a sparare alle navi militari, lasciando anche forse intravedere una fortissima inconsapevolezza della tragica situazione. E poi c'è l'essenziale figura di Samuele, la presenza chiave dell’intero film che, oltre ad incidere con estrema ironia, è l’unico collegamento diretto tra “le due sponde”. È grazie a lui infatti che, nella visita dal dottor Bartolo, si incontrano la Lampedusa della semplicità e quella del dramma, dove si assiste al vero contatto con mano tra i migranti e la vita di tutti i giorni.

il pubblico dell'Arlecchino mercoledì 2 marzo
Fuocoammare non è solo un film, ma tanti frammenti intensi di una Lampedusa che sembra lontanissima, raccontata attraverso immagini bellissime. Un racconto che, come una freccia, arriva a Berlino, il centro dell’Europa, per colpire e sciogliere la freddezza di chi dall'alto del mondo, resta affacciato a vedere.

Nicolò Ercoli

Ringraziamo il Comune di Monte Urano e la MaxMan Coop. per aver reso possibile l'evento, Stefano Trasatti e Alessandro Fulimeni per aver accettato il nostro invito a intervenire. È possibile vedere Fuocoammare anche venerdì 4, sabato 5 e domenica 6 marzo (orari sulla locandina).


Per info: tief@hotmail.it oppure su Facebook  attraverso l'account Tief Terraimpegnoefuturo o la pagina Tangram Festival


UPDATE: Il film "Fuocoammare" sarà proiettato al cinema Arlecchino di Monte Urano anche sabato 12 marzo ore 21.30 e domenica 13 marzo ore 16.30 e 18.30. Prezzo biglietti: intero 7€ ridotto 5€

Una quasi-recensione di 'Sostiene Sankara'

Burkina Faso: brevissima cronologia dall'indipendenza del 1960 agli attentati di gennaio 2016, passando per il libro che ci ha fatto innamorare di Thomas Sankara.

Quelli che ci hanno condotto all'indebitamento hanno giocato come al casinò. Finché guadagnavano non c'era nessun problema; ora che perdono al gioco esigono il rimborso. E si parla di crisi. No Signor presidente. Hanno giocato, hanno perduto, è la regola del gioco.” (1)

Thomas Sankara
Addis Abeba, 19 luglio 1987

Sostiene Sankara (Becco Giallo, 2014)
Contesto storico (1958 – 1983)

Partiamo da lontano, per conoscere e far conoscere una delle più interessanti e dimenticate figure politiche della seconda metà del secolo scorso. Partiamo dalla ex colonia francese Alto Volta, chiamata così dal nome del fiume, o meglio dei due affluenti, Volta Bianco (Nukanbe) e Volta Nero (Mouhoun) che da quella regione nascono e vanno a ricongiungersi e sfociare in Ghana, nel golfo di Guinea. L'Alto Volta ottiene l'indipendenza dalla Francia nel secondo dopoguerra, tra il 1958 e il 1960, viene proclamata repubblica e a suon di colpi di stato, dal 1960 si alternano due governi, quello di Yaméogo ('60-'66) e quello di Sangoulé Lamizana ('66-'80).

Thomas Sankara (2) è un ufficiale dell'esercito che nel 1980 ricopre il ruolo di segretario di Stato per l'informazione nel governo appena insediato di Saye Zerbo - arrivato al potere attraverso un “colpo di stato non violento” (3) – che dura solo fino al novembre 1982, quando un altro colpo di stato questa volta “controllato dall'Intelligence francese” (4) insedia come presidente Jean-Baptiste Ouédraogo e Sankara, che per un breve periodo è stato anche Primo Ministro durante il governo di Zerbo, viene rinchiuso in prigione.

Nel 1983 il governo accontenta le parti più povere della popolazione che richiedevano la scarcerazione di Sankara. Una volta uscito di prigione organizza, con il compagno Blaise Campaorè, un colpo di stato grazie al quale diventa Presidente, cambiando il nome dell'Alto Volta il 4 agosto 1983 in Burkina Faso, letteralmente “paese degli uomini integri”.

Il periodo che va dall'indipendenza dell'Alto Volta (1960) alla denominazione di Burkina Faso (1983) è quindi politicamente molto instabile, la formazione politica dei capi di stato raramente avviene all'infuori dell'esercito – Sankara stesso viene dall'ambiente militare, ma a caratterizzarlo maggiormente sono le sue esperienze all'estero, Madagascar prima e Marocco poi, oltre all'intensa fase politica passata sul fronte contro il Mali nel periodo che va dal '73 al '76 – e il potere viene solitamente conquistato e mantenuto con la forza.

Sostiene Sankara (1983 – 1987)

Quello che più colpisce è come la visione socio-politica di Thomas Sankara sia completa, globale, riuscendo a contenere tutti gli aspetti della vita non solo di un paese, da illuminato statista, ma anche degli individui che lo abitano, da illuminato essere umano. Ed è un dato interessante constatare come la rivoluzione di Sankara non sia il processo che porta lui e i suoi al potere, ma è una rivoluzione che inizia proprio in quel 4 agosto 1983, dal momento in cui Sankara diventa Presidente del Burkina Faso.

L'illustrazione di Mauro Biani per 'Sostiene Sankara' (pg. 19)
I discorsi di Thomas Sankara da Presidente, che bene esprimono la sua weltanschauung, sono raccolti nel libro Thomas Sankara. I discorsi e le idee a cura di C. De Bernardis e M. Correggia (Sankara Edizioni, 2006) e proprio quei discorsi, tenuti in occasione di conferenze internazionali, rivolti ai propri cittadini oppure dedicati agli altri fratelli africani, hanno ispirato il volume Sostiene Sankara (2014, Becco Giallo Edizioni), una raccolta di tavole e illustrazioni dedicate alla storia e ai progetti del giovane rivoluzionario.

Gli artisti che prendono parte al progetto sono molti e vengono da percorsi diversi (per dirne alcuni in ordine sparso: Mauro Biani, Rocco Lombardi, Aka B, Marina Girardi, Toni Bruno) ma tutti in qualche modo esprimono il loro fascino e vengono conquistati dalla figura di Sankara. Ogni capitolo, se così si può definire, si apre con estratti dei discorsi del presidente burkinabé, divisi per argomento: Il debito, La donna, Il deserto, La rivoluzione e ogni discorso è seguito da disegni sul tema. Ad emergere in questi ritratti è una figura decisa e competente, che in piena Guerra Fredda ha dato il via ad un percorso di rinascita per il Burkina Faso, il quale “contende alla Somalia il titolo di paese più povero del continente”. Percorso interrotto bruscamente il 15 ottobre 1987 dopo appena 4 anni di governo, per mezzo di un ennesimo colpo di stato che ha portato alla morte Thomas Sankara e alla presa di potere da parte di Blaise Campaoré, un tempo compagno ed amico di Sankara.

La sua formazione marxista-leninista, le sue idee radicali su debito e progresso, la sua lotta per la salvaguardia dell'ambiente e per l'autodeterminazione alimentare – tutti temi che continuano ad essere non solo attuali, ma prioritari e imprescindibili oggi – lo hanno sicuramente reso un personaggio scomodo, non solo agli occhi delle grandi potenze mondiali ma anche agli occhi della classe dirigenziale e ricca del Burkina Faso, che vedeva con la nuova politica di Sankara la fine dei propri privilegi.

Sulla morte del
padre della rivoluzione burkinabé sembrano coinvolti alcuni dei suoi collaboratori, su tutti il successore Blaise Campaorè, probabilmente in accordo con potenze estere come USA e Francia, la quale dall'indipendenza in poi ha continuato a svolgere il ruolo di supervisione sui percorsi e sulle scelte politiche del paese, in maniera più o meno esposta.

Le indagini sull'assassinio sono ricominciate subito dopo la caduta di Campaoré, con la riesumazione del corpo di Thomas Sankara: è stato emesso un mandato d'arresto per lo stesso Campaorè, in esilio nella vicina Costa D'Avorio.
 
Rocco Lombardi per 'Sostiene Sankara' (pg. 74-75)

La transizione e le elezioni democratiche (2014 – 2016)

Dopo 27 anni Blaise Campaoré è stato destituito dal ruolo di Presidente, nell'ottobre 2014, dopo aver provato a modificare la Costituzione e portare da due a tre i mandati possibili e potersi candidare così per le elezioni dell'anno successivo, previste nell'ottobre 2015. Una sollevazione popolare appoggiata dalla comunità internazionale ha formato un governo di transizione, sotto la guida del presidente Kafando e del primo ministro Isaac Zida, con l'obiettivo di condurre il paese alle elezioni.

Anche il periodo di transizione ha visto una fase particolarmente delicata, con il golpe fallito nel settembre 2015 per mano di Gilbert Diendéré, collaboratore del presidente Campaoré: era infatti condiviso dalla popolazione il timore che l'obiettivo di Diendéré fosse appunto riportare al governo Blaise Campaoré, già presidente del Burkina Faso per 27 anni e implicato nella morte di Thomas Sankara.

Le elezioni si sono svolte, dopo esser state posticipate di un mese a causa del tentato golpe guidato da Diendéré,
il 29 novembre 2015. Il popolo burkinabè ha scelto il proprio presidente, Roch Marc Christian Kaboré, che ha ottenuto il 53,49% dei voti. Il suo principale avversario, Zéphirin Diabré, si è fermato al 29,65%.

Seppur con molte difficoltà, si può sostenere che il metodo Burkina Faso
 può ora tornare a essere da esempio per altri paesi, non solo africani, tracciando un percorso verso il rafforzamento del modello democratico. In questo senso la condizione del Burkina Faso non offre certamente l'unico caso del genere, ma è interessante seguire l'evoluzione politica e sociale di questo piccolo stato (un milione e mezzo di abitanti in 274.200 km2 ) specialmente alla luce della sua storia recente. Il caso burkinabé è esemplare perché voluto – e conquistato – dalla popolazione e non imposto dall'alto (anche se sarebbe stato impensabile, o almeno molto più difficile, senza l'appoggio dell'Unione Africana e la mediazione di potenze occidentali, specialmente USA e Francia).

Abbiamo ritenuto doveroso questo minuscolo approfondimento – il più possibile divulgativo cercando comunque una quasi accuratezza terminologica e storica – perché siamo convinti che grazie alla conoscenza dei percorsi e delle realtà territoriali sia più facile fare informazione sull'attualità e comprendere ragioni e situazioni che possono essere fonti di luoghi comuni e semplificazioni.
Il riferimento è ovviamente agli attentati che hanno colpito nella notte tra il 15 e il 16 gennaio 2016 la capitale
Ouagadougou, rivendicati dal gruppo al-Mourabitoun vicino ad al-Qaida nel Maghreb Islamico. Le vittime degli attacchi sono state almeno trenta, tra cui la fotografa Leila Alaoui. D'altra parte non vorremmo fare delle associazioni troppo facili riconducibili al conflitto tra democrazia e terrorismo, ma pensiamo che le ragioni della scelta di Ouagadougou come obiettivo terroristico siano da cercare anche nella storia stessa del Burkina Faso, oltre ai legami con la Francia e alle ultime strategie dei movimenti jihadisti. Un utile contributo in questo senso viene dall'articolo “Lo jihadismo che arriva dal passato di Andrea de Georgio, uscito per Nigrizia martedì 19 gennaio.

La matita di Enrico Natoli per Q Code Magazine
Siamo anche convinti che la conoscenza di queste dinamiche internazionali e apparentemente lontane possano offrirci spunti per la comprensione anche di fenomeni che avvengono in Italia e in Europa: ne è un esempio la numerosa presenza di braccianti burkinabé che lavorano nel nostro paese, raccontata da due articoli di Wolf Bukowski per Internazionale e con con una più ampia prospettiva anche dal film Mediterranea di Jonas Caprignano. Mediterranea racconta il viaggio di Ayiva che dal Burkina Faso giunge a Rosarno per raccogliere arance.
Sulla filiera del pomodoro invece segnaliamo il lavoro “The Dark Side of the Italian Tomato realizzato da Mathilde Auvillain, Stefano Liberti, Jacopo Ottaviani, Mario Poeta e Isacco Chiaf.

Tief - Terra Impegno e Futuro
Ringraziamo la redazione di Q Code Magazine e l'associazione AMANDA per il supporto

Note:
(1) Thomas Sankara - d
al discorso sul debito tenuto all'Organizzazione per l'Unità Africana. Addis Abeba, 19 luglio 1987. Traduzione di Antonio Mele (Comitato Sankara XX)
(2) nato a Yako il 21 dicembre 1949
(3) Sostiene Sankara pg. 130
(4) ibidem.

Per info e contatti: tief@hotmail oppure su FB Tief Terraimpegnoefuturo e Tangram Festival



Quello che sappiamo è che non finisce qui.

Appunti sul Jenga Final Party:
Wolf Bukowski e Giovanni Truppi al San Carlo

Si è concluso sabato 5 dicembre con una sala Cipriani piena il progetto 'Jenga: Costrusci!' cofinanziato dall'Assessorato alle Politiche Giovanili della Regione Marche, che ha visto il Tief impegnato per dieci mesi con il sostegno dei partner CVM – Comunità Volontari per il Mondo, ArTime, Eccofatto e PrimaVera Morrovalle. Circa 1200 i giovani coinvolti dalle attività del progetto, attraverso i laboratori nelle scuole, gli incontri del gruppo Jenga, cinque iniziative nel territorio e la realizzazione della quinta edizione del Tangram Festival.

Il Jenga Final Party è iniziato verso le 21.40 con ospite Wolf Bukowski per presentare il libro 'La danza delle mozzarelle' (Edizioni Alegre). Residente nell'appenino bolognese, con il suo libro Wolf Bukowski vuole contribuire a smontare la narrazione del cibo che Slow Food – il movimento guidato da Carlin Petrini e nato negli anni '80 dall'inserto Gambero Rosso de il manifestoEataly – il gigante della ristorazione sofisticata rappresentata dall'ingombrante figura imprenditoriale di Oscar Farinetti – e Coop – "la più importante azienda della Grande Distribuzione Organizzata in Italia" (parole di Wolf) – hanno costruito intorno la propria azione (il caso di Slow Food) o i propri prodotti (Coop e Eataly). Questi tre nomi, in qualche modo legati o riconducibili ad una certa sinistra istituzionale, insieme alla deriva che le loro pratiche stanno prendendo da un po' di anni a questa parte, hanno poco in comune con i valori che quella sinistra dovrebbe(?)/vorrebbe(?) rappresentare o almeno per un certo periodo ha rappresentato. Precarietà dominante, nessuna alternativa al turbocapitalismo, salari stracciati o lavoro volontario (vedi Expo), nessun interesse a negoziare con i sindacati – anzi spesso sono stati gli stessi sindacati a dover negoziare con loro stessi pur di salire sul carro – sono le problematiche che Wolf Bukowski mostra con la sua “storia del presente”. Leggendo 'La danza delle mozzarelle' risulta tutto molto meno "buono pulito e giusto" di quanto non ci vogliano far credere Slow Food, Eataly e Coop nella loro necessità di vendere e vendersi. Inevitabilmente si è arrivati a parlare di Expo, che Bukowski ha definito “una fiera di schermi elettronici con il tema pretestuoso del cibo

La sala Cipriani del Ricreatorio San Carlo piena come qualche anno fa, per la gioia degli occhi. Dieci secondi di Wolf Bukowski che parla di Expo. Grazie a tutti.#progettojenga
Posted by Tangram Festival on Domenica 6 dicembre 2015


così come si è parlato della minuscola e innocua rappresentanza che in quella sede ha avuto la 'società civile', ovvero Cascina Triulza.

La tesi che Wolf tiene a sottolineare è che c'è poco da stupirsi nel trovare una realtà come Slow Food dentro Expo, oppure a fare da sponda tra Eataly, Coop e il renzismo: tutti questi ingredienti erano già embrionali alla nascita del movimento, già dallo statuto rivoluzionario e guerrigliero apparso sul finire degli anni '80. Non c'è una deriva che ha tradito gli ideali e i valori iniziali, ma solo l'inevitabile conseguenza di un atteggiamento, che non si è mai smentito, di vicinanza al padrone e disinteresse nei confronti del processo produttivo – cioè della condizione dei lavoratori e dell'impatto ambientale dell'industria. Passando dalla critica gramsciana a Feuerbach e il concetto marxista del termine “sussunzione” siamo giunti all'importante domanda: "e quindi? Dove andare a fare la spesa?" La risposta non può essere univoca, ma è un puzzle. Ci sono piccole esperienze e dei percorsi che possono funzionare, come alcuni GAS (Gruppi di Acquisto Solidale), delle case comuni in tutta la penisola – abbiamo citato Mondeggi in provincia di Firenze, attualmente a rischio sgombero – reti di scambio di contatti e saperi come Genuino Clandestino. Il discorso è attuale e prioritario, non basta la presentazione di un libro per risolverlo. Invece basta per far partire un percorso di condivisione, scoperta e contro-informazione, verso l'autodeterminazione alimentare, che sia proficuo e eterogeneo, aperto a più interventi possibili. Ecco come, piano piano, diventa evidente quel filo che parte dall'incontro del 26 agosto con Genuino Clandestino e la Rete Eat the Rich di Bologna, arriva fino alla presentazione del libro di Bukowski passando attraverso il laboratorio Jenga 'Alla Fi(li)era dell'Est' e chissà dove ci porterà ancora. Quello che sappiamo è che non finisce qui.



Dopo circa un'ora e trenta tra presentazione e dibattito, sale sul palco Giovanni Truppi, accompagnato dalla band. Forte dell'accoglienza che critica e pubblico hanno riservato al suo secondo album, l'omonimo 'Giovanni Truppi' (Woodworm/Audioglobe – 2015), il live ha alternato momenti divertenti a momenti più densi, tra rock e ballad, melodie pop e attitudine cantautoriale. Le canzoni Superman, Lettera a Papa Francesco INessuno, Hai messo incinta una scema e il singolo Stai andando bene Giovanni hanno presentato un artista ispirato, con una forte personalità.

Presto ci saranno delle novità, soprattutto dato l'ottimo risultato raggiunto in un sabato sera difficile, circondati da altre iniziative interessanti ma con cui purtroppo non siamo riusciti ad evitare la sovrapposizione. Giusto il tempo di rendicontare il progetto 'Jenga: Costruisci' e di verificarlo, per poi ripartire con nuove proposte, senza smettere di migliorarsi.



"Perché che te ne fai della perfezione, senza la condivisione?"

A presto,
Angelo Elisa Sara Vittorio Francesco Matteo Nicolò Riccardo Stefano Giorgia Brian e Jonathan.

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